
Fa pensare un articolo di Giorgio Bocca pubblicato su Venerdì di Repubblica in cui il noto giornalista muove una critica aspra nei confronti dei campani, di chi difende il terreno su cui vive dai pericoli “mortali” di una discarica. Bocca scrive: “Ma cosa vogliono questi sofisti della Magna Grecia che non solo hanno permesso alla camorra di diventare governo, ma sostengono anche che sia conveniente assecondarla in questa manifestazione d'inciviltà?..” Sofista è chi punta tutto sulla retorica, fondandoci su il proprio consenso. Sofista è il demagogo. Sofista è chi parla, molte volte, sapendo di ingannare. Mi dispiace che Giorgio Bocca bolli la resistenza napoletana con tale termine. Inquadrerei piuttosto questi eventi di ribellione in un contesto di ultimo istinto di sopravvivenza delle persone: sopravvivenza fisica (è risaputo, una discarica non fa molto bene ai polmoni) ma anche sopravvivenza civile, da parte di chi ha sempre convissuto in un contesto difficile pagandone le pene e le sventure. La Campania è custode incomparabile di storia. Pithecusa, l'odierna isola di Ischia, è il più antico insediamento greco in Italia, risalente all'ottavo secolo a.C. Paestum è uno dei più importanti parchi archeologici d'Europa. La scuola sofistica ha fatto il suo corso e vive oggi nelle udienze degli avvocati e nei discorsi dei politici. Quello che invece bisogna estrapolare dal mondo greco, come oro da una miniera, è l'abitudine della democrazia, l'ampia ed appassionata dedizione alla politica. Pericle scriveva: “Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.” Basta vedere la situazione politica attuale per capire quanto importante sia il messaggio greco e quanto indietro siamo noi rispetto a quella società!
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